Chi siamo

ARCHEOmega_LOGO_smallSiamo una giovane impresa marchigiana, che nasce dalla collaborazione e dall’idea di due archeologhe specializzate nei settori della didattica museale e del turismo culturale.
Ci occupiamo di musei, servizi ed eventi nei beni culturali e nel turismo, curiamo progetti di formazione, valorizzazione e promozione turististica e culturale.
Siamo malate di archeologia, convinte però che solo attraverso una reale ottica di rete e sistema si possano valorizzare i nostri beni culturali: crediamo e lavoriamo insomma per un concreto e sostenibile legame tra cultura e turismo. Con noi collaborano anche altri professionisti di questi due settori: storiche dell’arte, guide turistiche, tecnici di comunicazione e marketing, tour operators.

Cristiana Pandolfi


Cristiana Pandolfi

Dopo una laurea in lettere classiche con indirizzo archeologico a Bologna, si perfeziona in didattica museale all’Università di Ferrara continuando a svolgere un’appassionata vita da cantiere. Ritornata nelle sue Marche, fa esperienza in diversi musei della regione e nel settore dell’editoria culturale. Parallelamente inizia a lavorare nel mondo del turismo: capisce che la sua vocazione è raccontare agli altri la passione per il proprio lavoro e per il nostro incommensurabile patrimonio. Lo fa da operatrice museale, responsabile di servizi educativi e guida turistica: da questa esperienza, e tra una figlia e l’altra, nasce Archeomega, di cui segue progetto dopo progetto.

Il suo motto? Fare ogni cosa con grande serietà senza prendersi troppo sul serio!

lucia ricciotti
Lucia Ricciotti

Conseguita la laurea in beni culturali, indirizzo archeologico, presso l’università di Macerata inizia subito a lavorare nei cantieri archeologici come libero professionista, attività che svolge da circa dieci anni. Grazie alla collaborazione con Archeomega, della quale è attualmente socia, e grazie al desiderio di vivere esperienze sempre nuove, all’attività in cantiere si affianca quella legata al turismo, in particolare al turismo culturale. Si rivolge prevalentemente alle scuole, perché ogni archeologo sa che il proprio lavoro rappresenta un’esperienza unica, ma sa anche che questa esperienza merita di essere raccontata, soprattutto ai più giovani.

Convinta che nulla avvenga per caso, porta avanti il suo disegno con la giusta dose di tenacia, entusiasmo e divertimento.