Cultural heritage, motore del turismo internazionale

La cultura rimane la principale motivazione del turismo internazionale in Italia, inutile dirlo. Lo confermano i dati pubblicati dall’Isnart (fonte: Osservatorio Nazionale del Turismo – dati Unioncamere) a settembre scorso. Le città di interesse culturale rappresentano dunque il baluardo delle destinazioni turistiche in Italia insieme alle località balneari, che continuano invece ad essere preferite dagli italiani. Nelle nostre città d’arte 4 turisti su 10 sono sono stranieri, e di questi il 48% extra-europei: numeri rilevati attraverso i tour operators, che per mantenere e consolidare questa situazione indicano due strade da percorrere. Da un lato, garantire e migliorare gli standards qualitativi dell’offerta turistica, dall’altro perseguire l’integrazione tra il patrimonio culturale con tutte le altre risorse che rappresentano dei forti attrattori come la cucina e il nostro lifestyle. Non si dimentichi infatti che nonostante la prevalente motivazione culturale, il soggiorno diventa occasione per svolgere attività che vanno ben oltre la visita di musei, monumenti e mostre: in primis lo shopping, che coinvolge il 40,8 % dei turisti stranieri. Come rafforzare allora questa vocazione turistica del nostro patrimonio? É possibile accrescere l’appeal turistico dei nostri beni culturali e contestualmente valorizzarli dal punto vista economico? É giusto? É doveroso? Sicuramente è indispensabile. Per l’88% del panel Isnart è necessario valorizzare il patrimonio culturale di un territorio per il suo successo turistico: il campione preso in considerazione dal sondaggio, formato da operatori turistici, ritiene inoltre sia possibile raggiungere tale obiettivo solo con una migliore gestione pubblica dei beni culturali e attraverso una seria collaborazione tra pubblico e privati di comprovata competenza. Ma cosa ne pensano i professionisti della cultura e le istituzioni preposte alla tutela e alla conservazione del patrimonio? Riusciranno a dialogare in maniera più efficiente questi due mondi che in Italia dovrebbero imparare a viaggiare di pari passo senza mai perdere di vista l’eccellenza e la poliedricità delle nostre incredibili risorse?

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