Googla il museo … ovvero una speriment-azione didattica di “topografia museale” nell’era dello SmartPhone!

Cosa avranno mai a che spartire un museo archeologico e il più noto dei motori di ricerca?
Se vi state chiedendo di che diavoleria web si tratta e come funziona, ecco é più semplice a farlo che a spiegarlo…

Galeotte furono la nostra passione per la topografia antica e la curiositá di utilizzare nuovi media e linguaggi per comunicare i contenuti museali alla generazione dei nativi digitali; galeotta anche la costante volontà, coltivata nel corso degli anni, di sdoganare il cliché della visita guidata di tipo tradizionale, che spesso rischia di essere percepita come un monologo, seppur interessante, ma con oggettivi limiti di interazione e contestualizzazione dei contenuti.

Quando ci siamo proposte di creare una nuova tipologia di percorso museale per il Museo Archeologico Nazionale delle Marche da rivolgere alle scuole superiori, insieme ai colleghi di Archeo in Progress, ci siamo fatte parecchie domande su come poter valorizzare degli itinerari tematici rendendoli più appetibili a ragazzi abituati ad utilizzare web e SmartPhone in maniera quasi patologica ai nostri occhi.

In primis ci siamo in effetti chieste se fosse deontologicamente corretto concedere l’uso dello smartphone nel corso della visita: superato lo scetticismo iniziale sul politically correct, da mamme e zie imperfette quali siamo, abbiamo convenuto nel dire che quelli che rappresentano alcuni dei peggiori nemici degli educatori sarebbero potuti diventare degli strumenti utili se usati nelle loro potenzialità e dosati con le giuste tempistiche.

E cosí nasce l’idea di Googla il Museo, un percorso museale da seguire e condividere su mappe interattive realizzate in Google maps, sviluppato per contestualizzare tematismi, siti e singoli reperti tra le numerose sale del museo.  

Si perché in effetti una delle prime problematiche da affrontare era per l’appunto la selezione dei materiali e delle vetrine da illustrare, dove al di lá dell’approccio tematico ci sembrava importante trovare un’ulteriore chiave di lettura, o meglio una metodologia didattica che valorizzasse la visita, agevolasse il percorso dando allo stesso tempo un valore aggiunto a livello contenutistico.

Ecco perché la scelta del taglio topografico agli itinerari, che evidenzia aspetti non visibili a livello museale, permettendo ai ragazzi di collocare geograficamente i siti presi in considerazione e di contestualizzare gli argomenti trattati nel corso della visita in un ambito piú ampio.

L’uso di Google Maps é arrivato di conseguenza: facile da usare, noto a tutti, con una serie di strumenti piú che sufficienti ed adeguati ad illustrare i tematismi, i vari fattori legati all’insediamento, la viabilità etc… (layers, segnaposto, linee, aree…).

Senza dimenticare la possibilità di condividere e personalizzare le proprie mappe e l’utilizzo da smartphone tramite app: insomma un alleato web a nostro avviso con grandi potenzialità didattiche, un supporto multimediale di approfondimento decisamente utile a livello museale, da poter sviluppare anche a scuola.

Quindi se d’ora in poi vi capiterà di vedere studenti che al Museo archeologico di Ancona si aggirano per le sale con smartphone o tablet alla mano in nostra compagnia, sappiate che non stanno chattando ma che sono impegnati a Googlare il museo!

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