Storie dalla terra al museo

Qualunque archeologo italiano ha studiato l’imprescindibile “Storie dalla terra”, primo manuale scientifico di stratigrafia in Italia. Ancora prima di rappresentare la bibbia dello scavo archeologico, è un volume che fa riflettere per la genialità del titolo che in sole tre parole riassume la potenza comunicativa di una disciplina come l’archeologia, in grado di raccontarci anche la storia più sconosciuta e apparentemente più insignificante, se non viene poi messa in relazione con le altre “storie” di uno scavo, di un sito, di un territorio, di una cultura, di un popolo.
Ecco perchè le storie che la terra preserva per secoli e millenni, devono essere custodite gelosamente, per poi essere narrate, ascoltate e così via all’infinito, perchè ogni storia migliora col tempo che passa se ben conservata, si arricchisce di nuove prospettive, nuove possibilità di confronto, nuovi strumenti narrativi. Ed ogni museo rappresenta dunque il naturale custode ma anche il narratore di mille e una storia.
Ecco perchè ci è sembrato naturale che storie dalla terra potesse essere anche il titolo ideale per un percorso all’interno del Museo archeologico nazionale delle Marche, per raccontare il mondo dell’archeologia dalla A alla Z, o meglio dalla terra al museo.
Difficilmente ad esempio si potrebbe comprendere appieno l’importanza dei rinvenimenti di un luogo come Conelle di Arcevia, se non si partisse dalla terra e quindi dalla conoscenza dello scavo e del sito archeologico: se non si partisse dunque dalla storia del fossato di un villaggio dell’età del Rame, divenuto poi una discarica, quando andò a perdere la sua funzione difensiva, quando cioè gli abitanti del villaggio stesso cominciarono a gettarvi manufatti non più utilizzati, scarti di pasti, e rifiuti di varia natura. Rifiuti preziosissimi per ricostruire la storia di un sito unico nel suo genere che rappresenta uno dei più importanti luoghi della preistoria marchigiana ma non soltanto.
Si può quindi narrare un museo attraverso le storie? Noi siamo convinti di si, e senza indugio continueremo a raccontarle, almeno per chi le vorrà ascoltare 😉

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