Antichi Umbri & dintorni

Si è svolta venerdì 30 agosto a Fossato di Vico, la 3^ giornata degli antichi Umbri. Organizzata dall’Irdau di Gubbio (Istituto di Ricerca e Documentazione sugli antichi Umbri) con la collaborazione del Comune di Fossato di Vico e l’associazione Medioevo fossatano, è stata l’occasione per approfondire tematiche legate all’antichità con un approccio divulgativo e piacevole anche per un pubblico di non addetti ai lavori. Presso l’Antiquarium comunale di Fossato di Vico, era possibile ammirare un’interessante riproduzione in rame delle Tavole di Gubbio, noto testo sacro redatto in lingua umbra tra III e I sec. a.C., oltre alla collezione permanente in cui spicca la lamina bronzea con epigrafe dedicata alla dea Cupra.

A seguire il talk show sul tema dei commerci in età preromana:

argomento emblematico per la città di Fossato di Vico, che per la sua posizione in prossimità dell’omonimo valico appenninico, nel corso dei secoli ha sempre rappresentato, sì un una terra di frontiera, ma anche una cerniera tra Marche e Umbria, come molti dei passi montani dell’Appennino Umbro-marchigiano. Il prof. Enzo Catani, archeologo e preside uscente della Facoltà di Beni Culturali di Macerata ha delineato un quadro del sistema di viabilità in età preromana sottolineando come tracciati usati ancor prima per la transumanza vengano costantemente ripercorsi durante l’età del Ferro, per essere poi riutilizzati e risistemati in età romana. A completare il quadro, il contributo della dott.ssa Tiziana Capriotti, archeologa e presidente dell’Associazione Enrico Stefani, che ha chiarito come lungo l’Adriatico, durante tutto il primo millennio a.C. rotte commerciali da e per la Grecia abbiano agevolato l’arrivo di merci e prodotti provenienti dall’Egeo, per poi transitare verso l’area tirrenica attraverso i valichi appenninici. Il professor Ancillotti, presidente dell’Irdau e docente di glottologia presso l’Università di Perugia, ha infine sottolineato come alcune persistenza linguistiche del sostrato umbro siano rimaste nel latino, anche nel settore della viabilità, e come il commercio di alcuni prodotti, in primis degli oggetti in bronzo, tanto frequenti in alcune necropoli del territorio, abbiano necessariamente comportato l’aprirsi di vie commerciali verso il Nord Europa. Insomma un complesso quadro culturale, sociale ed economico che ha permesso di spaziare oltre i confini regionali e nazionali, per comprendere lo sviluppo e i collegamenti della civiltà umbra tra Adriatico e Tirreno.

A seguire la cena, anzi la Çesna umbra che con prodotti rigorosamente tipici e nel rispetto delle prescrizioni rituali esistenti nelle tavole iguvine ha permesso di riscoprire sapori ancestrali rivisitati nella tradizione culinaria odierna ancora basata su ingredienti antichi e locali, come l’agnello, i legumi, le carni suine, il farro e i cereali.
E per concludere lo spettacolo sulle Tavole di Gubbio, testo sacro conservato oggi presso il Palazzo dei Consoli di Gubbio, recitato anche in antico umbro con il suggestivo sottofondo musicale dei Synaulia, gruppo che si occupa dal 1995 di ricerche e ricostruzioni di archeologia sperimentale applicata allo spettacolo, agli strumenti musicali d’epoca, al teatro e alla danza in costume.

Una giornata che ha quindi coniugato storia ed intrattenimento, archeologia ed enogastronomia, linguistica e musica attraverso la collaborazione di enti, istituzioni, università, associazioni e professionisti dei beni culturali e del turismo: un piccolo evento ma che costituisce però un grande esempio di buone pratiche da seguire nell’intento di divulgare e valorizzare in maniera sempre più efficace il nostro patrimonio.

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