Didattica inclusiva

Una didattica per tutti è possibile? Un museo può essere compreso appieno da tutti? Quale linguaggio è più indicato per i ragazzi? Una visita guidata o un laboratorio può rivolgersi ad ogni partecipante, in maniera inclusiva? Come possiamo ottenere risultati nella breve durata dell’attività? Quali mezzi abbiamo a disposizione? Cosa può fare un museo per aprirsi al suo pubblico? Qual è il ruolo dell’operatore museale in questo senso?

Molte volte ci poniamo domande come queste, spesse volte le risposte risultano troppo complesse da attuarsi. Chiaramente si tratta di aspetti che richiedono una certa preparazione, non ci si può improvvisare né pretendere di trovare soluzioni su due piedi. Per poter parlare di didattica inclusiva c’è bisogno di formazione, esperienza e una forte consapevolezza di quelli che sono i diritti di ciascun individuo in ambito museale.

Grazie a preziose collaborazioni, negli ultimi anni abbiamo ottenuto importanti risultati in questo senso. Basti pensare ai progetti “Creativi digitali” e “Arte mai vista” che hanno portato alla realizzazione di due percorsi permanenti pensati per la Pinacoteca Molajoli di Fabriano.

 

CREATIVI DIGITALI

Un progetto di comunicazione e didattica museale innovativo tra scuola, museo e radio. “Creativi digitali” non è uno slogan ma un’iniziativa concreta che ha visto impegnati diciotto bambini della scuola primaria Mancini di Fabriano con un obiettivo singolare: raccontare la Pinacoteca Molajoli di Fabriano ai loro coetanei per farli appassionare del museo, del proprio territorio e dell’arte, utilizzando strumenti digitali. Idea ambiziosa subito tramutata in un progetto a quattro mani, che ha visto collaborare la IV B della scuola Mancini – Istituto comprensivo “Aldo Moro”, la Pinacoteca civica “Bruno Molajoli”, Radio Gold e Archeomega soc. coop.

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ARTE MAI VISTA

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio del 2018 viene presentato in pinacoteca il percorso tattile realizzato su una selezione di opere della collezione storica. L’idea, nata dalla collaborazione tra Archeomega e la docente fabrianese Rosa Martellucci, si è sviluppata nel corso di alcuni mesi fino alla riproduzione di alcune opere che fanno attualemente parte del percorso espositivo permanente. Al percorso tattile si sono aggiunte più recentemente audiodescrizioni delle opere, per garantire una migliore lettura dei dipinti.

 

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